L A  N O S T R A   M I S S I O N E   I N  T U R C H I A


Angeli Ciociari nell'Inferno della Turchia

LAVORANO fino a sedici ore al giorno, con l'unica speranza di sentire un gemito sotto le macerie. Hanno a disposizione un "geofono"   (sonda che percepisce il suono della voce in profonditā), ma scavano soprattutto a mani nude. Hanno giā salvato sei persone nell'inferno della Turchia.I Volontari della Monti Ernici, Bruno Bottini (Infermiere di Alatri,    specializzato per intervenire a seguito di catastrofi naturali) e Carlo  Boccardi  (esperto in logistica) stanno operando ad Adapazari localitā a 120 Km. Da Instanbul e a 60 da Izmit epicentro del terrificante sisma.Hanno davanti agli occhi una realtā raccapricciante



La testimonianza

Il drammatico racconto di Bruno Bottini e Carlo Boccardi: č tutto distrutto, una vera apocalisse

"Solo fantasmi e puzza di cadaveri"

Morte e rovine ovunque: sopravvissuti prigionieri del terrore di nuove scosse


La loro č una lotta contro il tempo. Contro la morte. dall'Alba al tramonto, quando occorre anche con le mani, con le unghie, scavano tra le macerie nella speranza di salvare qualche vita umana.
Sono i volontari ciociari della Protezione civile da alcuni giorni impegnati in Turchia insieme ad altre migliaia di soccorritori provenienti da tutto il mondo. Tra essi, ci sono anche Carlo Boccardi e Bruno Bottini,  entrambi appartenenti all'Associazione "MONTI ERNICI" DI Alatri, distaccati dal centro di coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile (Organo del Ministero dell'Interno), ad Adapazari. Drammatica la  loro testimonianza. "Qui - ci ha detto Bruno Bottini - č tutto distrutto, č una vera e propria apocalisse. Lungo il viale, ho visto decine di palazzi 4/5 piani letteralmente sbriciolati, mentre, i pochi ancora rimasti in piedi sono appoggiati l'uno all'altro. Il rischio di crolli č enorme. I Turchi sopravvissuti, si aggirano tra le macerie come fantasmi nella disperata ricerca di familiari e di amici o di quel poco che č ancora possibile salvare delle loro case.
Tutto intorno una puzza di cadaveri indescrivibile. Cosa ci dā la forza di andare avanti? La speranza, la speranza che accanto ai  tanti cadaveri che stiamo estraendo, si possa trovare ancora     qualcuno in vita, come del resto č giā successo. Ed infatti, ha sottolineato Carlo Boccardi - proprio oggi, mentre si stava scavando, abbiamo trovato un bambino di cinque anni vivo.
E' stata una gioia enorme. Un iniezione di fiducia: la molla che ci spinge a proseguire nelle ricerche.
                                                                                                                                                         Il Presidente
Vincenzo Bellanti