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La funzione ecologica del fuoco ha favorito, fin dai tempi più antichi, la complessità e la varietà degli ecosistemi forestali e boschivi attraverso un processo di decomposizione e di selezione di specie vegetative. Nel mondo industrializzato si è persa la comprensione del valore e dell'utilità dell'antico strumento poiché le cause naturali dell'innesco di incendio sono da quelle antropiche, volontarie o involontarie la cui incidenza secondo recenti statistiche arriva al 99% dei casi. La probabilità del pericolo di incendio per cause umane può essere commisurata a diversi indici di carattere economico-sociale quali: densità e mobilità della popolazione, occupazione, utilizzazione delle campagne e dell'area pastorale, delinquenza, utilizzazione del territorio e industria del legno, la crisi della selvocultura. Gli incendi boschivi costituiscono attualmente la causa più importante di distruzione del patrimonio boschivo nei Paesi dell'area mediterranea. Ogni anno mediamente si registrano 50.000 incendi con distruzione di circa 800.000 ettari di bosco. La situazione non sembra migliorare nonostante l'affinarsi delle tecniche dell'intervento e l'incremento dei sistemi di difesa. Le condizioni in cui si sviluppano gli incendi sono:
l'alta infiammabilità delle essenze vegetali esistenti nei boschi;
la scarsa manutenzione del sottobosco;
l'elevata densità demografica in prossimità delle zone boscose;
l'incremento degli incendiari per tornaconto personale;
l'assenza del controllo del territorio;
il clima avverso;
le difficoltà orografiche del territorio che ritardano i sistemi di difesa;
Per difendere il bosco dal fuoco è necessario espletare un'efficace attività di prevenzione e un'efficiente organizzazione dell'intervento. La riduzione degli aspetti dannosi di un incendio dipende non solo dalla tempestività dell'intervento ma anche da un'attenta previsione del rischio ai fini della zonizzazione delle aree a maggior rischio e di una implementazione della gestione delle risorse.
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